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La finestra di condivisione, con la creazione dell'archivio comune e l'ingresso tramite invitoLa finestra di condivisione, con la creazione dell'archivio comune e l'ingresso tramite invito

Se sei tu a creare l'archivio condiviso ​

  1. Apri la condivisione e crea l'archivio comune: la tua copia locale viene caricata così com'è, allegati compresi.
  2. Genera un invito per ogni persona, dandogli un'etichetta (il nome del collega): serve a sapere, poi, quale accesso stai revocando.
  3. Manda l'invito come preferisci: è un codice che si può incollare, oppure un collegamento che apre direttamente ArchiView.

Da titolare vedi l'elenco dei membri e puoi revocare l'accesso a ciascuno in qualsiasi momento: da quel momento la sua sincronizzazione smette di funzionare, con un messaggio esplicito.

Un invito per persona

Generare un invito diverso per ciascun collaboratore è ciò che rende la revoca selettiva. Un codice unico girato a tutti si può solo revocare per tutti.

Se ricevi un invito ​

  1. Apri il link, oppure incolla il codice nella schermata di benvenuto.
  2. Scegli la cartella locale in cui tenere la tua copia dell'archivio.

A questo punto hai una copia completa sul tuo computer, utilizzabile anche offline, che si allinea quando la rete è disponibile. Non serve alcun account Google né altra registrazione.

Da membro puoi ricevere, inviare e uscire dall'archivio; gli inviti restano al titolare.

Tutti sulla stessa versione

Dalla versione 3.2.0 il contenuto di un archivio condiviso viene cifrato prima di arrivare al server, e le versioni precedenti di ArchiView non sanno leggerlo: vedrebbero l'archivio vuoto e proporrebbero di eliminare le schede. Tutti i membri devono aggiornare prima di inviare modifiche. Chi non ha ancora aggiornato e vede quella richiesta non deve confermarla.

Che cosa vede chi partecipa ​

Tutto quello che c'è nell'archivio condiviso: schede, trascrizioni, modelli, tag, allegati.

Non viene condiviso ciò che è personale o legato alla tua macchina: il cestino, gli snapshot locali, le ricerche salvate, le impostazioni di stampa e la lingua dell'OCR.

Il server che ospita l'archivio, invece, non vede nulla: schede, trascrizioni, nome dell'archivio e allegati gli arrivano cifrati. Le chiavi restano sui computer dei partecipanti.

Un allegato o un testo ricevuto da un collaboratore non può scrivere file fuori dalla cartella dell'archivio né avviare comandi dell'app.

Lavorare bene in gruppo ​

  • Dividetevi il lavoro per fondo o per serie, non per campo. Due persone sullo stesso fondo in giorni diversi non si ostacolano; due persone sulla stessa scheda nello stesso pomeriggio sì.
  • Concordate i modelli prima di cominciare. Cambiare un modello a metà lavoro è possibile, ma chi ha già schedato cinquanta documenti dovrà rivederli.
  • Concordate le convenzioni: come si scrivono i nomi, quali tag esistono, come si segnalano i dubbi. Un vocabolario controllato toglie di mezzo metà delle discussioni.
  • Scaricate all'inizio e caricate alla fine di ogni sessione.

Uscire, revocare, chiudere ​

  • Un membro può uscire quando vuole: la sua copia locale resta, semplicemente smette di sincronizzarsi.
  • Il titolare può revocare un membro alla volta.
  • Chiunque conserva sempre una copia completa e leggibile dell'archivio sul proprio disco: nessuno può lasciarti senza dati.

Wiki utente di ArchiView, software open source (licenza MIT).